Basata
sull'uso di carte raffiguranti immagini simboliche.Il
L'alfabeto runico apparve per la prima volta tra le genie germaniche dell'Europa
centrale ed orientale, durante il periodo Romano.
Molti caratteri runici sembrano essere stati presi
a prestito da altri alfabeti, come ad esempio l'alfabeto
greco, quello etrusco ed il più antico alfabeto
romano.
Le più antiche iscrizioni runiche nella pietra risalgono al Secondo Secolo
d.C., sebbene
è molto probabile che l'alfabeto runico
fosse già in uso alcuni secoli prima.
Le rune sono state un alfabeto molto pratico che
sviluppato per necessità.
Molti adulti in Europa, al tempo dei Romani, possedevano
ogni sorta di coltello, e le sculture in legno
mostrano, di sovente, la grande l'abilità dei
loro fabbricanti nell'incidere il legno.
Così crearono un alfabeto che poteva essere riprodotto facilmente con
linee dritte nel legno (e poi nella pietra) e che proprio per questo trovò
un rapido sviluppo.
Molte iscrizioni runiche identificano semplicemente,
la proprietà, le
tombe, qualcosa o qualcuno.
All'inizio della loro storia, le rune, ebbero poche
regole di scrittura.
Potevano essere scolpite, indifferentemente, da sinistra verso destra e da destra
verso sinistra, o anche secondo il metodo Boustrophedon (la prima riga veniva
scritta da sinistra verso destra, quella successiva da destra verso sinistra
e via di seguito), venivano inoltre, spesso capovolte.
La runa ed la sua immagine speculare, avevano però
lo stesso valore fonetico. Tra il 400 ed il 600
d.C., tre popoli (gli Angli, i Sassoni e gli Juti)
invasero la Britannia portandovi le rune. Una volta
in Britannia, l'alfabeto degli Anglosassoni (Anglo-Saxon
Runes) fu portato a 32 simboli. Dall'800 d.C. le
rune furono utilizzate da un capo all'altro dell'ovest,
del centro e del nord Europa.
I Vichinghi portarono le rune in Islanda ed in Groenlandia.
Tramite i traffici commerciali che interessavano l'Europa centro orientale le
rune si diffusero anche in Ungheria, Romania, Polonia ed in parte della Russia.Un
contributo certamente positivo alla reputazione delle rune lo ha certamente dato,
John Ronald Reuel Tolkien, che le utilizza per confezionare mappe e per integrare
la grafica delle copertine delle edizioni cartonate dei suoi libri.
"Le Rune sono i segni segreti che secondo la mitologia nordica Odino consegnò agli
uomini per aiutarli nella loro evoluzione.
Considerate nella tradizione popolare come l'alfabeto segreto dei Vichinghi,
le Rune sono viste storicamente come l'antica origine dell'alfabeto germanico.
La parola "runa" in tutti i principali antichi dialetti germanici significa "mistero"
o "segreto"; lo stesso significato ha
la parola gaelica "run"...
Parlando di rune è il caso di ricordare che sono l’esigua
espressione scritta di una cultura in cui tutta
la conoscenza era tramandata attraverso la tradizione
orale.
I Druidi, sacerdoti e gelosi custodi di quella misteriosa cultura, rifiutarono
ostinatamente di affidare alla scrittura tutti i loro segreti.
Non troveremo mai un testo magico scritto per esteso
con le rune, ma è nel
tratto scolpito della runa stessa che scopriremo, condensato, il potere di quegli
antichi sacerdoti che sono tra le figure più enigmatiche che la storia
ci ha tramandato.
Sono state utilizzate come metodo di predizione sin dall'antichità, soprattutto
nel mondo gotico, dalle tribù nordiche e teutoniche e presso i celti,
per la divinazione e per rituali (curativi e non).
Sucessivamente con l'affermarsi del Cristianesimo, le rune cominciarono ad essere
assimilate ad un rito pagano e conseguemente furono represse.
Infatti, il loro utilizzo è stato sempre insegnato e tramandato oralmente.
I caratteri venivano spesso dipinti sui sassi, talismani, armi o carta.
Oggi l'utilizzo delle Rune come metodo di predizione
sta divenendo sempre più popolare.
Ai nostri giorni diverse persone s'interessano ancora delle rune.
Possiamo dividere questa gente in due categorie: da un lato gli storici della
cultura e del linguaggio, dall'altro gli appassionati di romanzi fantasy e di
giochi di ruolo.
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